Orizzonti di analisi sullo sviluppo della cyber security

di Massimiliano Cannata

Il CISO MEETUP che si svolge oggi a Roma presso la sede della “Casa dell’aviatore” nella Capitale è un grande momento di confronto e di analisi sulle dinamiche evolutive della sicurezza nella società digitale. Al centro dell’attenzione dei Chief Information Security Officer dei grandi player che operano sul mercato il delicato e fitto intreccio che lega lo sviluppo prepotente dell’IA alle strategie di prevenzione del rischio informatico. L’evento è promosso da ASSOCISO l’associazione di categoria che nasce con la precisa mission, di creare una relazione virtuosa tra i professionisti del settore aperta a un confronto costante con tutte le professionalità che si muovono nell’orizzonte della cyber security. Per la prima volta sono le aziende che tirano il freno: “Umani in pericolo”, l’allarme che è stato lanciato dalla Silicon Valley, forse tardi ma stiamo capendo che lo sviluppo tecnologico non può essere lasciato alle regole del mercato.

I nodi etici nel rapporto uomo-macchina

La paura è partita dal “basso” con le dimissioni di Jacob Coxon ricercatore di Anthropic hanno generato una escalation coinvolgendo anche i vertici delle Big Tech. C’è un problema di allineamento come anche la stessa premier Giorgia Meloni ha detto in occasione dell’ultimo G7 di Evian-les-Bains: la tecnologia corre troppo rispetto alla nostra capacità di metabolizzarla, comprenderla, di indirizzarla. Esplora territori, non aspetta, incide, investe campi, persino protesta e tra non molto organizzerà delle manifestazioni. Esiste un nodo etico, un fitto intreccio di questioni filosofiche e tecno-scientifiche che segnano il rapporto tra uomo e macchina, con implicazioni imprevedibili, generate da questa “Quarta rivoluzione”, che per ampiezza e impatti non ha paragoni con il passato. “Il cambio di marcia impone una riconcettualizzazione del sé imposto dal salto qualitativo e di prospettiva determinato dalla diffusione del digitale, che ci faccia comprendere dove si trova il soggetto e di conseguenza quali sono i compiti dell’etica, che fin dagli albori (Socrate ce lo ha insegnato per primo) si chiede cosa dobbiamo fare per essere veramente uomini. Domanda impegnativa che nel trascorrere dei secoli ha sempre cambiato sembianze, senza mai trovare risposte univoche. Copernico, Darwin, Freud, sono stati autori di altrettante rivoluzioni, che hanno imposto un cambio di postura collocandoci in posizioni sempre diverse rispetto al mondo che ci circonda. Le loro teorie hanno segnato dei cambi epocali, causando uno stravolgimento del nostro modo di conoscere il mondo. Con l’avvento dell’ICT si è aperto un processo di “dislocazione e di riconsiderazione della natura fondamentale dell’umanità e del suo ruolo nell’universo”. Questione che dovrebbe bastare a farci capire come Information Communication Technology non sia da considerare come un’etichetta alla moda, piuttosto una definizione problematica, che ha aperto definitivamente il campo di una spazialità inedita: “l’infosfera”, un ibrido di naturale e artificiale, che imporrà una rinegoziazione del patto sociale e delle regole stesse su cui si basa la convivenza.

Imparare a vivere il cambiamento

Per affrontare la realtà in divenire l’atteggiamento più utile, almeno da Eraclito in poi, non è perciò quello di negare a priori l’innovazione, ma di imparare a viverci dentro, capendone codici e linguaggi. Nel tempo dell’IA una nuova entità sta emergendo, come si vede dal dibattito di questi giorni: “La volontà macchinica” che sta impegnando giuristi, filosofi, ingegneri adesso anche manager che appaiono meno sicuri che in passato.  Come normare quella che Severino definiva cieca volontà di potenza della tecnica? L’Italia e l’Europa sono più avanti, hanno definito IA ACT delle barriere entro cui operare, ma il compromesso su scala globale appare difficile da trovare. Si corre per vincere la partita del business, paesi come la Cina, di stampo autocratico non si preoccupano dei diritti dell’uomo, l’America di Trump presa dal desiderio muscolare di dominare il mondo ha messo tra parentesi i principi dello stato di diritto. Trovare delle risposte sarà perciò la grande scommessa di un futuro che è già cominciato.

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