Revolut, la società fintech britannica che offre servizi bancari e finanziari digitali e conta oltre 80 milioni di clienti, è stata coinvolta in un attacco informatico che ha portato all’esposizione dei dati di centinaia di utenti. Gli hacker hanno utilizzato una PEC di un’istituzione italiana compromessa per inviare alla società richieste fraudolente di informazioni.
Secondo quanto ricostruito, le prime mail non hanno destato sospetti e la fintech ha fornito i dati richiesti. Solo dopo ulteriori comunicazioni la società si è insospettita e ha contattato direttamente l’istituzione che ha negato di essere la fonte dei messaggi, facendo emergere la compromissione della casella.
Secondo il Financial Times, sarebbero circa 680 i clienti coinvolti, principalmente svizzeri e francesi. I dati ottenuti dagli attaccanti includerebbero informazioni personali e finanziarie. Tra le persone interessate figurerebbero anche Mark Zeller e Mark Karpeles, noti nel settore delle criptovalute, che hanno dichiarato su X di essere stati coinvolti nell’operazione.
Revolut ha definito l’episodio una “sofisticata truffa di impersonificazione esterna nella quale un soggetto terzo non autorizzato ha utilizzato un indirizzo e-mail appartenente a un dominio legittimo di un’agenzia governativa per presentare richieste fraudolente di informazioni”. La società precisa che i propri sistemi e i fondi dei clienti non sono stati compromessi.
Una volta individuata l’attività, Revolut ha bloccato l’indirizzo utilizzato, informato l’istituzione interessata e le autorità competenti e contattato direttamente le persone coinvolte.
Sul caso sono in corso le indagini della Polizia Postale che indaga per accesso abusivo a sistema informatico e frode informatica.
https://tg.la7.it/esteri/revolut-furto-dati-pec-compromessa-istituzione-italiana-15-09-2026-262672





