La sicurezza delle frontiere negli U.S.A. è una questione decisamente spinosa. Le cose si complicano se poi il servizio del controllo doganale viene preso di mira da hacker.

Su un articolo del Washington Post infatti pochi giorni fa è apparsa una notizia scioccante: le frontiere sono state vittima di un importante attacco hacker che ha coinvolto ben 100.000 persone.

Nell’esercizio della sua funzione di controllo la Us Customs and Border Protection (Cbp), l’agenzia principale statunitense per il controllo delle frontiere, archivia numerosi dati, da documenti di transito a passaporti, impronte digitali.

Oltre quelli appena citati raccoglie anche tutti quelle immagini necessarie per i controlli che sfruttano la tecnologia del riconoscimento facciale. Proprio per l’attività di face-detection la Cbp raccoglie tutte le immagini dei viaggiatori negli aeroporti e ai valichi di frontiera e ha iniziato fruttare tale tecnologia anche per identificare i clandestini che cercano di entrare illegalmente nel paese.

La Us Customs and Border Protection (Cbp) ha affidato ad una società terza il delicato compito dell’archiviazione dei dati ma proprio questa società vincitrice dell’appalto è stata vittima dell’attacco che ha portato alla sottrazione di ben 100.000 immagini, dati questi estremamente sensibili. 

L’attacco informatico si è verificato proprio mentre “La Cbp sta espandendo il suo enorme apparato per il riconoscimento facciale e per la raccolta di informazioni sensibili dei viaggiatori, come le informazioni sulle targhe o gli identificatori sui social media“, ha denunciato Neema Singh Guliani, consulente legale senior presso l’American Legisl Liberties Union Washington Legislative Office (Aclu). “Il modo migliore per evitare questo tipo di violazioni – ha aggiunto – è non raccogliere ed archiviare questi dati“.

L’evento riapre dirompentemente l’accesa diatriba tra l’esigenza della Sicurezza Nazionale USA e la privacy dei cittadini. I numerosi casi tuttavia dimostrano che nel territorio americano sicuramente prevale la prima sulla tutela della riservatezza, specialmente se si tratta di frontiere.

Fonte: Key4biz

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