Secondo le ultime rilevazioni dell’Uptime Institute, gli investimenti in nuove tecnologie hanno portato a un drastico calo delle intrusioni informatiche nei data center. Tuttavia, si profilano nuove minacce legate alle interruzioni di energia, causate da catastrofi ed eventi estremi dovuti al cambiamento climatico. Questi sviluppi richiedono un’attenzione crescente alla resilienza delle infrastrutture.

Gli operatori di data center hanno intensificato le difese contro i cyber-attacchi e migliorato la resilienza ai problemi tecnici e ai blackout. Tuttavia, l’ultimo report di Uptime Intelligence mette in evidenza che non è il momento di abbassare la guardia. Evitare interruzioni nelle infrastrutture digitali rimane di primaria importanza per proprietari e gestori dei data center.

Secondo il rapporto, il 55% degli operatori di data center ha riportato un’interruzione negli ultimi tre anni, in calo rispetto agli anni precedenti. Inoltre, solo un evento su 10 nel 2023 è stato considerato grave. Tuttavia, quattro su cinque intervistati affermano che il loro caso più recente e più grave di interruzione sarebbe stato evitabile con una gestione più efficace e processi e configurazioni migliori.

Nonostante i miglioramenti, le interruzioni IT continuano a causare notevoli perdite economiche e di reputazione per i gestori e per i loro clienti. In media, avvengono da 10 a 20 interruzioni su scala globale ogni anno, con costi che possono superare il milione di dollari. In situazioni estreme, come quando i data center sono colpiti da incidenti fisici come eventi climatici, terremoti o incendi, l’impatto si estende anche alla sicurezza delle persone.

Le interruzioni del servizio elettrico rappresentano la causa più comune di un blackout grave del data center. Anche brevi cali o blackout dell’alimentazione elettrica possono avere conseguenze significative, poiché l’hardware IT non tollera interruzioni nell’alimentazione. Al contrario, i problemi nelle strutture di raffreddamento possono essere gestiti per periodi più lunghi, anche di alcuni minuti.

I problemi intrinseci all’infrastruttura IT sono più frequenti ma spesso hanno un impatto isolato e meno grave, tendendo a colpire specifiche applicazioni o singoli dataset.

Le interruzioni correlate ai fornitori esterni (third-party provider) hanno registrato un costante aumento dal 2020; nel 2023, tale aumento è stato del 5%, rappresentando una su dieci delle interruzioni dei data center. Questo incremento riflette la crescente adozione di soluzioni cloud, hosting e servizi di colocation, oltre ai fornitori di software come servizio (SaaS).

Nonostante i miglioramenti nella cybersicurezza e nella resistenza alle interruzioni IT e della rete elettrica, i gestori di data center sono consapevoli che non c’è spazio per l’autocompiacimento. I tassi di interruzione del servizio rimangono preoccupanti e i costi finanziari ad essi collegati mantengono la resilienza come obiettivo prioritario.

Tra i trend evidenziati, il passaggio al public cloud porta a una maggiore dipendenza dai fornitori esterni, con un aumento delle interruzioni del servizio IT rispetto ai data center on-premises. Inoltre, l’instabilità della rete elettrica, dovuta all’incorporazione di fonti rinnovabili e caratteristiche dinamiche, può comportare una crescente inaffidabilità.

Altri fattori che influenzano la resilienza dei data center includono il cambiamento climatico, con fenomeni estremi come temperature elevate, inondazioni e incendi sempre più frequenti. L’adozione di nuove tecnologie per migliorare la resistenza dei data center, come strumenti software per la gestione dinamica dei carichi di lavoro e il liquid cooling per il raffreddamento delle strutture, offre vantaggi, ma richiede una gestione attenta per mitigare i rischi associati.

 

https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/data-center-buone-notizie-sul-fronte-cyber-ma-non-e-il-caso-di-autocompiacersi/

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