Le piccole e medie imprese italiane continuano a rafforzare la propria consapevolezza in materia di sicurezza digitale, ma il divario di maturità nella gestione del rischio cyber resta significativo. Secondo il terzo Rapporto Cyber Index PMI, il livello complessivo di awareness raggiunge 55 punti su 100, in crescita di 3 punti rispetto al 2024, ma ancora sotto la soglia di sufficienza di 60 punti.

Il Cyber Index PMI è l’indice di riferimento per valutare la maturità digitale e la gestione dei rischi cyber nelle PMI italiane. Promosso da Confindustria e Generali, con il contributo scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e la partnership dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, monitora l’evoluzione della sicurezza digitale delle aziende italiane nel tempo.

L’analisi mostra un progresso nell’approccio strategico, che raggiunge 62 punti su 100 grazie a un maggiore coinvolgimento del management e alla pianificazione degli investimenti. Restano invece criticità nelle fasi di identificazione dei rischi, con 47 punti su 100, e di attuazione delle misure operative, ferme a 57 punti.

Le imprese si distribuiscono in quattro livelli di maturità: 16% maturo, 32% consapevole, 38% informato e 14% principiante. Per la prima volta le aziende mature superano numericamente le principianti, ma il 70% resta nei livelli intermedi, dove la consapevolezza non sempre si traduce in difese efficaci.

Il Rapporto conferma che, pur in crescita, la consapevolezza delle PMI italiane non basta. È necessario rafforzare la capacità di identificare rischi e implementare misure concrete per aumentare la resilienza digitale.

Per approfondire: Cyber Index PMI

https://www.confindustria.an.it/cyber-index-pmi/

https://www.acn.gov.it/portale/en/w/cyber-index-pmi-consapevolezza-in-aumento-con-un-divario-di-maturita-tra-le-piccole-e-medie-imprese-italiane-ancora-ampio-nella-gestione-del-rischio-cyber

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