La notizia ha oramai fatto il giro del mondo. Il divorzio Google e Huawei è ufficiale. A rivelarlo in una nota esclusiva sarebbe stata “Reuters” agenzia di stampa britannica che, ricevuta la notizia da una fonte interna alla compagnia californiana, ha pubblicato l’indiscrezione confermata in un secondo momento anche dal noto sito di tecnologia The Verge.

Google, vista la fuga di notizie ha immediatamente rilasciato una dichiarazione:

“Ci stiamo adeguando all’ordine e valutando le implicazioni”

La complessa vicenda si interseca in un meccanismo di frizioni commerciali già ampiamente farraginose nel dialogo tra Usa e Cina impegnate da molti mesi a continuo un braccio di ferro sui dazi.

Il colosso hi-tech, all’avanguardia nello sviluppo delle nuove reti di comunicazione mobili 5G, secondo solo a Samsung per dispositivi mobili, ha ricevuto un categorico “Stop” anche da altre aziende Usa produttrici di chip e microchip quali Intel, Qualcomm, Xilinx e Broadcom che si sono adeguate alla linea dettata dall’amministrazione Trump.

Il piano previsto dal governo statunitense, entrato ufficialmente in vigore 10 giorni fa, prevede un innalzamento dal 10% al 25%. delle tariffe di 200 miliardi di dollari di prodotti made in China.

Giovedì scorso l’ultima bordata: il governo Usa ha inserito l’azienda di Shenzhen nella lista nera delle proprie entità commerciali. Un provvedimento già annunciato da Wilbur Ross segretario al Commercio e diretto a “impedire che la tecnologia americana venga utilizzata da entità straniere in un modo tale da minare la sicurezza nazionale o gli interessi di politica estera”.

Ma cosa succede ora per tutti i possessori del cellulare Huawei? 

Nonostante la casa madre cinese stia già lavorando a un proprio sistema operativo chiamato Huawei OS, e capace di fare concorrenza tanto ad Android che ad iOS, i possessori di un Huawei non dovranno necessariamente cambiare il proprio telefono. Huawei infatti non rimuoverà il sistema operativo Android dai propri smartphone poiché gli stessi dispositivi potranno ancora utilizzare la versione open source del sistema operativo Android, se pur priva di diverse funzionalità per l’utente.

“L’azienda chiarisce: i dispositivi funzioneranno”

Proprio stamane verso le 11.00 l’azienda cinese ha rilasciato un comunicato:

“Huawei ha apportato un contributo sostanziale allo sviluppo e alla crescita di Android in tutto il mondo. Essendo uno dei principali partner a livello globale di Android, abbiamo lavorato assiduamente sulla loro piattaforma open source per sviluppare un ecosistema di cui hanno beneficiato sia gli utenti che l’intero settore. Huawei continuerà a fornire aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita a tutti gli smartphone e tablet Huawei e Honor esistenti, ovvero quelli già venduti o ancora disponibili in tutto il mondo. Continueremo a costruire un ecosistema software sicuro e sostenibile, al fine di fornire la migliore esperienza d’uso a tutti gli utenti a livello globale”.

 

Fonte: Reuters

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