Un’operazione internazionale senza precedenti ha colpito una delle più vaste reti di frode online nel dark web, portando alla chiusura di oltre 373.000 siti e al sequestro di 105 server. L’iniziativa, denominata “Operazione Alice”, ha coinvolto le autorità di 23 paesi ed è stata guidata dalle forze dell’ordine tedesche con il supporto di Europol.
L’indagine, avviata a metà del 2021, ha preso di mira inizialmente la piattaforma “Alice with Violence CP”. Nel corso di quasi cinque anni, gli investigatori hanno scoperto una complessa infrastruttura gestita da un unico individuo, responsabile della creazione e gestione di oltre 373.000 domini onion (siti web) sul dark che pubblicizzavano materiale pedopornografico e servizi di cybercrime-as-a-service (CaaS).
Il sistema fraudolento si basava su un modello ingannevole: i siti promettevano l’accesso a contenuti illegali o servizi criminali dietro pagamento in criptovaluta, senza però fornire quanto dichiarato. I “pacchetti”” offerti variavano tra i 17 e i 215 euro e attiravano migliaia di utenti in tutto il mondo, generando profitti stimati superiori a 345.000 euro.
Il responsabile, un uomo di 35 anni residente in Cina, è ora oggetto di un mandato di arresto internazionale. Parallelamente, l’azione coordinata tra le agenzie coinvolte ha evidenziato l’importanza della cooperazione transnazionale nella lotta alla criminalità informatica, soprattutto in contesti complessi come il dark web.
Particolare attenzione è stata dedicata alla tutela delle vittime: le autorità sono intervenute rapidamente nei casi concreti di minori in pericolo, evidenziando l’impatto concreto di queste operazioni sulla sicurezza reale, oltre che digitale.
L’Operazione Alice rappresenta un passo significativo nella repressione delle reti criminali digitali e dimostra come, attraverso collaborazione, tecnologia e analisi avanzata, sia possibile smantellare infrastrutture illegali su scala globale.





