Se il 2021 li ha visti in contrapposizione per ragioni che riguardavano la gestione di Bitcoin e auto elettriche, oggi Elon Musk e il gruppo Anonymous si ritrovano protagonisti di una cyberwar, dalla stessa parte della barricata.

«Mentre cerchi di colonizzare Marte, la Russia sta cercando di occupare l’Ucraina. Ti chiediamo di mettere a disposizione dell’Ucraina le stazioni Starlink e di arrivare ai russi sani di mente affinché prendano una posizione», ha dichiarato in un tweet il Ministro della Trasformazione Digitale Fedorov rivolgendosi all’imprenditore.

Così, Elon Musk risponde all’appello di Fedorov attivando in Ucraina Starlink, il servizio Internet satellitare gestito da SpaceX di proprietà del magnate. Dal tweet pubblicato si deduce che siano in arrivo altri terminali, le antenne necessarie alla ricezione del segnale dai satelliti. Ciò consentirebbe all’Ucraina di disporre nuovamente del collegamento internet, che, a seguito dell’aumento delle azioni militari, era stato fortemente limitato.

Proseguono inoltre le azioni di hacking contro obiettivi sovietici da parte di Anonymous. Sono stati colpiti da un cyberattacco le agenzie di stampa russe Tass, Fontanka e Rbk, i quotidiani Kommersant e Izvestia, il sito di notizie Znak.ru. Sulla homepage della Tass e degli altri media colpiti, per qualche istante è comparso un messaggio in cui si sollecitano i russi a “porre fine a questa follia, a non inviare i propri figli e mariti a una morte certa”. “Putin ci costringe a mentire”.

Il collettivo ha promesso di fare tutto quanto in suo potere per consentire ai cittadini ucraini di accedere a Internet.

Sono stati resi irraggiungibili circa 300 siti internet di compagnie, banche e media statali russi, tra cui quelli dei colossi energetici Gazprom, Lukoil e Rosneft. E soprattutto il sito del ministero dell’Energia russo, twittando «Tango down» cioè «Obiettivo centrato».

In un video di oltre tre minuti, inoltre, Anonymous aveva chiarito le ragioni dell’operazione denominata OpRussia: Il messaggio è rivolto anche a tutti i soldati russi a cui viene chiesto di deporre le armi e di ritirarsi dall’Ucraina, in quanto «i crimini di Putin non devono essere anche i loro».

Anonymous si impegna ad aiutare la popolazione ucraina anche fornendo loro pacchetti di assistenza, cercando di mantenere aperti i canali di comunicazione e aiutandoli a proteggere le loro comunicazioni. Un’iniziativa, questa, che vuole in qualche modo contrastare la censura russa verso le piattaforme social: nei giorni scorsi Putin aveva infatti annunciato di aver bandito Facebook e poi anche Twitter.

Infine, oggi il collettivo alza il tiro: dopo aver bloccato il sito del Cremlino, quello della Duma e poi quelli dei colossi energetici, l’account Twitter @Doemela_X ha rilanciato un link pubblicato su Anonfiles.com, il portale in cui gli hacker della rete Anonymous diffondono i file sensibili trafugati durante le loro azioni.
Da questo link è possibile scaricare circa 40 mila documenti attribuiti all’Istituto di Sicurezza Nucleare di Mosca. Non è chiaro cosa ci sia in questi documenti: al momento infatti nel file originale ci sono solo testi e tabelle scritti in russo. La paternità dell’azione è attribuita al gruppo Battalion 65′, legato ad Anonymous.

 

https://www.punto-informatico.it/anonymous-elon-musk-soccorso-ucraina/

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