Blockchain: parola magica in tutti gli eventi, onnipresente in tutte le riviste tecniche, nei quotidiani e accarezzata da tutte le Fintech. In alcuni casi è riuscita anche a fare lievitare il valore di qualche startup che ne ha pubblicizzato l’utilizzo in applicazioni non sempre chiarissime. Non dovremo sorprenderci se il calcio dovesse adottare, un giorno, questa tecnologia, forse per implementare un Digital Ledger sulle decisioni dell’arbitro o dei guardalinee.

Di sicuro possiamo affermare che il tema è sempre più attuale e non può essere ignorato. I dati economici sul fenomeno Bitcoin/Blockchain sono chiari: le previsioni del World Economic Forum dicono che il 10% del prodotto interno lordo (PIL) globale sarà prodotto dalla tecnologia Blockchain e la banca d’investimento UBS parla di un volume d’affari di 300 miliardi di dollari entro il 2027. Quindi, possiamo facilmente prevedere che la tecnologia Blockchain non sparirà così presto dallo scenario digitale.

La parola chiave, che viene molto spesso associata alla tecnologia del Bitcoin e Blockchain, è sicurezza; si presume implicitamente che la tecnologia non sia solo disruptive ma anche intrinsecamente sicura e priva di rischi.

Occorre tenere a mente che il Bitcoin e in genere le criptovalute sono controllate da una chiave privata e che chiunque abbia accesso alla chiave privata può avere accesso alla valuta; particolare questo che pone alcuni rischi. L’accesso indebito alla chiave privata potrebbe avere come conseguenza il conto svuotato. Anche le terze parti, che potrebbero detenere per noi la criptovaluta, non sono immuni da questo rischio, come è già avvenuto, tra l’altro, nella storia del Bitcoin.

Una soluzione, che potrebbe sembrarci garantire adeguata sicurezza, sarebbe mantenere la valuta nel nostro sistema, ma anche quest’ultima soluzione non ci garantirebbe l’assoluta immunità dagli attacchi e richiederebbe, in ogni caso, una notevole esperienza nel settore della sicurezza informatica.

Non dobbiamo poi sottovalutare che nel settore dell’informatica ci sono problematiche quali virus, malware, vulnerabilità ecc. da cui l’infrastruttura che regge il tema criptovalute non è esente e che potrebbero causare danni significativi. Immaginiamo poi l’impatto che queste problematiche potrebbero avere negli scenari di smart contract visti come una delle principali applicazioni della tecnologia Blockchain. Anche in questo caso siamo lontani dalle ipotesi, se guardiamo indietro troviamo una serie di casi reali che per fortuna hanno avuto impatto limitato.

Inoltre, in merito a quello che viene sbandierato come il vero punto di forza delle criptovalute, ovvero quello che nessuna autorità centrale può censurarle o interferire con i suoi processi: oggi possiamo convertire il Bitcoin o in generale le criptovalute in valuta locale in ogni momento e senza problemi. Dobbiamo però pensare che le autorità centrali o i governi potrebbero interrompere questo processo rendendo, a questo punto, inutilizzabile, del tutto o in parte questa valuta.

In questo mio dissertare sul tema naturalmente non ho toccato gli aspetti legati alle attività criminali. Sono molti quelli che sostengono che la diffusione del Bitcoin o in generale delle criptovalute aumenterà le possibilità del mercato legato alle attività criminali. Ritengo che questo sia ancora un altro dominio con ulteriori spunti di riflessione. Questa non è una critica alle tecnologie citate, ma è solo un invito a leggere i temi del digitale anche in modo critico, informando in modo corretto e sempre tenendo gli occhi aperti.

Buona Lettura

Nicola Sotira

Nicola Sotira

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