Il mercato italiano della cybersecurity ha raggiunto un nuovo record nel 2023, con un valore di 2,15 miliardi di euro, registrando un aumento del 16% rispetto all’anno precedente. Questo incremento evidenzia l’importanza crescente che le aziende italiane attribuiscono alla sicurezza informatica, considerandola una priorità assoluta di investimento nel contesto digitale.

Secondo i dati dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection della School of Management del Politecnico di Milano, presentati durante il convegno “Beyond Cybersecurity: tra intelligenza umana e fattore artificiale”, le aziende italiane stanno mostrando un interesse sempre maggiore nei confronti della cybersecurity. L’81% delle grandi imprese ha definito piani di sviluppo strutturati in materia, con una visione strategica a lungo termine.

Tuttavia, nonostante questo aumento degli investimenti, l’Italia rimane ancora indietro rispetto ad altri Paesi del G7 in termini di spesa in cybersecurity rapportata al PIL. Il rapporto tra spesa in cybersecurity e PIL è cresciuto, attestandosi allo 0,12% nel 2023 rispetto allo 0,10% del 2022, ma questo posiziona comunque l’Italia all’ultimo posto nel G7, a grande distanza dai primi in classifica, Stati Uniti (0,34%) e Regno Unito (0,29%), e da Paesi come Francia o Germania allo 0,19%.

L’interesse per la cybersecurity è trainato da diversi fattori, tra cui l’introduzione di nuovi strumenti tecnologici (68%), una maggiore attenzione da parte dei consigli di amministrazione aziendali (62%) e la necessità di adeguamento normativo (43%). Tuttavia, le PMI incontrano delle difficoltà nel trasformare questo interesse in investimenti effettivi, a causa delle risorse limitate e dell’offerta di mercato non sempre adatta alle loro esigenze.

L’intelligenza artificiale gioca un ruolo sempre più importante nel panorama della cybersecurity, sia come arma utilizzata dai cybercriminali che come strumento di difesa per le aziende. Il 56% delle organizzazioni sfrutta le potenzialità dell’IA per aumentare la protezione del patrimonio informativo, contrastando così la crescita costante delle minacce informatiche.

La formazione e la sensibilizzazione dei dipendenti rappresentano una delle principali priorità di azione in ambito cybersecurity per il 71% delle grandi aziende. Tuttavia, c’è ancora una carenza significativa di competenze nel settore della sicurezza informatica, con circa 300.000 specialisti mancanti a livello europeo. È quindi necessario un impegno sistemico per colmare questa lacuna e garantire che le aziende siano in grado di affrontare le sfide sempre più complesse del panorama della cybersecurity.

“Il continuo aumento degli attacchi informatici e l’evoluzione del contesto hanno generato una progressiva presa di coscienza sulla necessità di investire in sicurezza informatica da parte delle organizzazioni, specialmente quelle più strutturate. – spiega Gabriele Faggioli, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection -. Per ridurre il divario ancora presente tra l’Italia e gli altri Paesi, però, è necessario un corretto bilanciamento tra investimenti tecnologici e capitale umano. Da un lato, è essenziale cogliere il potenziale delle tecnologie, in primis quelle più innovative come l’intelligenza artificiale. Dall’altro, non va sottovalutata la componente umana, insistendo sulla formazione e sensibilizzazione dei lavoratori, con l’obiettivo di creare una mentalità security-first che rappresenti la prima forma di difesa anziché l’elemento più debole della catena”.

“Nell’ambito della cybersecurity, l’intelligenza artificiale può essere sia un’arma nelle mani dei cybercriminali, che uno strumento di difesa per le aziende – ha commentato Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection -. Da un lato emerge un legame sempre più stretto tra attacchi informatici e tecnologie che sfruttano algoritmi di Artificial Intelligence, in particolare AI generativa, con cui le minacce possono essere industrializzate e rese più efficaci. Dall’altra parte l’Intelligenza Artificiale può essere usata dalle aziende per aumentare il proprio livello di sicurezza. Il 56% delle organizzazioni ne sfrutta le potenzialità per incrementare la protezione del patrimonio informativo risultando essenziale per contrastare la crescita costante delle minacce informatiche”.

 

https://www.osservatori.net/it/ricerche/comunicati-stampa/cybersecurity-italia-mercato-crescita

 

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