Il 91% delle organizzazioni, sia a livello globale sia in Italia, ha subito almeno un incidente informatico con conseguenze concrete sul business negli ultimi 12 mesi. Più di un caso su tre ha coinvolto un attacco potenziato dall’intelligenza artificiale. È quanto emerge dal Relentless Defense Report 2026 di Cisco, che analizza la capacità delle aziende di contrastare minacce informatiche sempre più rapide e complesse.
Lo studio evidenzia anche criticità organizzative che possono rallentare la risposta agli attacchi. Solo il 41% delle organizzazioni, sia a livello globale sia in Italia, dichiara che i team di sicurezza, networking e IT lavorano come un’unica squadra, condividendo strumenti e visibilità. Inoltre, il 43% degli intervistati ritiene che gli indicatori utilizzati siano troppo tecnici per comunicare efficacemente con i vertici aziendali.
Cybersecurity, il coordinamento è decisivo
Il report valuta le capacità di difesa delle organizzazioni sulla base di tre dimensioni: copertura degli ambienti da proteggere, velocità nell’individuare e gestire le minacce e ostacoli organizzativi che rallentano le attività di sicurezza.
Solo l’8% delle organizzazioni a livello globale e il 6% in Italia rientra nella categoria dei Relentless Defenders, le aziende che si distinguono per un’elevata copertura di sicurezza, rapidità di risposta e limitati ostacoli organizzativi. Le altre realtà presentano criticità in una o più di queste aree.
Le difficoltà riguardano anche la gestione delle informazioni: il 40% delle organizzazioni a livello globale e il 38% in Italia dedica più tempo a raccogliere e correlare dati provenienti da sistemi diversi che ad affrontare concretamente le minacce. Inoltre, il 39% del campione globale e il 18% di quello italiano dichiara di non riuscire ad accedere facilmente ai dati necessari per individuare informazioni rilevanti.
Secondo Cisco, la capacità di difesa non dipende soltanto dagli strumenti tecnologici, ma anche dalla collaborazione tra i reparti, dalla condivisione delle informazioni e dalla rapidità dei processi decisionali.
Intelligenza artificiale, benefici e ostacoli all’adozione
L’IA sta migliorando le capacità di rilevamento e risposta agli attacchi. A livello globale, oltre otto intervistati su dieci dichiarano che il suo impiego ha prodotto un miglioramento di almeno il 25% in queste attività. In Italia, più della metà segnala una significativa riduzione del carico di lavoro operativo.
Nonostante i benefici, meno della metà delle organizzazioni a livello globale e il 28% di quelle italiane ha adottato su larga scala soluzioni di sicurezza basate sull’IA. Anche l’impiego degli agenti IA nelle attività di sicurezza operativa resta limitato: solo un’organizzazione su tre dichiara di averli adottati in modo esteso.
A frenare l’adozione sono soprattutto i timori legati all’esposizione dei dati, alla compromissione dei sistemi e alla gestione delle informazioni da parte di fornitori terzi. A livello globale, il 54% degli intervistati si dichiara sicuro della propria capacità di individuare e gestire un agente IA compromesso; in Italia la percentuale sale al 77%.
Le aziende più preparate
Le organizzazioni classificate come Relentless Defenders si distinguono per una maggiore integrazione tra i team e per controlli più strutturati sull’impiego dell’intelligenza artificiale.
L’83% lavora con un team coordinato tra sicurezza, rete e infrastruttura, contro il 37% delle altre organizzazioni. L’86% applica controlli coerenti agli agenti IA e alle identità non umane, rispetto al 37% delle altre aziende.
Queste realtà segnalano anche risultati migliori: il 29% dichiara che l’IA ha contribuito a migliorare di oltre il 100% la velocità di rilevamento delle minacce, contro il 9% delle altre organizzazioni. Tra le aziende che hanno aumentato gli investimenti in sicurezza, inoltre, il 71% delle Relentless Defenders ha registrato una riduzione degli incidenti, rispetto al 39% delle altre realtà.
“La tecnologia da sola non è sufficiente: servono team capaci di collaborare, informazioni accessibili e processi che permettano di prendere decisioni rapidamente”, sottolinea Renzo Ghizzoni, Country Leader Sales Security di Cisco Italia.
Il report, basato su un’indagine condotta ad aprile e maggio 2026 su 8.000 professionisti della sicurezza informatica in 30 mercati, evidenzia quindi la necessità di affiancare agli investimenti tecnologici un’organizzazione capace di trasformare le informazioni in decisioni tempestive.
Leggi il report completo Relentless Defense Report sul sito ufficiale di Cisco.
https://www.cisco.com/c/it_it/about/news/2026-archive/20261007.html





