Microsoft si conferma il marchio più imitato dai cybercriminali nel secondo trimestre del 2026, con il 23% di tutti i tentativi di phishing basati sull’identità di un brand. Secondo il Brand Phishing Report Q2 2026 di Check Point Research, gli attaccanti continuano a sfruttare la fiducia degli utenti nei grandi marchi per rubare credenziali, dati personali e informazioni finanziarie.
La classifica dei brand più imitati vede Microsoft al primo posto, seguita da LinkedIn e Google. Nelle posizioni successive troviamo Apple e Amazon, mentre al sesto posto entra per la prima volta ChatGPT, segnale di come anche gli strumenti di intelligenza artificiale siano diventati obiettivi sempre più interessanti per i criminali informatici. Chiudono la Top 10 Facebook, PayPal, DHL e Michael Kors.
I primi cinque marchi della classifica rappresentano complessivamente oltre la metà delle campagne di phishing monitorate nel trimestre. I cybercriminali si concentrano infatti sui nomi più conosciuti e utilizzati quotidianamente, perché la fiducia degli utenti aumenta le possibilità che una comunicazione fraudolenta venga considerata autentica.
Tra gli attacchi analizzati figurano false email di pagamento, pagine di accesso contraffatte, negozi online clonati e aggiornamenti software falsi utilizzati per distribuire malware. Il settore tecnologico resta quello più colpito, seguito dai social network e dai servizi bancari.
L’ingresso di ChatGPT nella classifica rappresenta il dato più rilevante: con la crescente diffusione dell’intelligenza artificiale nella vita privata e professionale, anche queste piattaforme stanno diventando bersagli privilegiati per campagne mirate al furto di dati e pagamenti.





