Il CERT-AGID segnala nuove campagne di phishing che sfruttano caselle di posta elettronica certificata (PEC) compromesse per diffondere false richieste di pagamento a nome di PagoPA. Le comunicazioni simulano provvedimenti amministrativi relativi a presunte violazioni del Codice della Strada e fanno leva sull’urgenza del pagamento per indurre i destinatari a cliccare sui link fraudolenti.
Negli ultimi due casi analizzati, i messaggi sono stati inviati da una PEC compromessa a un indirizzo di posta ordinaria, con circa 340 indirizzi PEC inseriti in copia. Le email richiedevano il pagamento di 198 euro entro una scadenza ravvicinata, minacciando un aumento a 268 euro in caso di ritardo.
Il collegamento presente nel messaggio conduceva a un falso portale, ospitato su un dominio con estensione .ru, che riproduceva l’identità visiva di PagoPA. La pagina richiedeva dati personali come codice fiscale, data di nascita, indirizzo email e numero di telefono, con il rischio di proseguire verso la sottrazione di informazioni finanziarie.
Un sistema per guidare la vittima durante la frode
L’analisi tecnica ha individuato un meccanismo che consente agli attaccanti di controllare da remoto il percorso di navigazione. La pagina contatta il pannello di gestione sul server ogni mezzo secondo per verificare la presenza di istruzioni e indirizzare l’utente verso ulteriori schermate, potenzialmente dedicate alla raccolta dei dati delle carte di pagamento e dei codici di verifica bancaria.
Questa tecnica permette di adattare il percorso della vittima alle diverse fasi della frode, aumentando le possibilità di ottenere informazioni utili a completare il pagamento fraudolento.
Oltre 1.800 campagne di phishing a tema multe per PagoPA e SEND dal 2025
Il fenomeno delle false multe è già ampiamente documentato. Dal 21 aprile 2025, il CERT-AGID ha censito 1.874 campagne di phishing che sfruttano i nomi di PagoPA e SEND, distribuendo 14.279 indicatori di compromissione (IoC) alle Pubbliche Amministrazioni accreditate al flusso dedicato.
Il CERT-AGID ha avviato le attività di contrasto con il supporto dei Gestori PEC e ha condiviso gli indicatori relativi alla campagna con le strutture accreditate, per agevolare il rilevamento e il blocco delle infrastrutture coinvolte.
L’Agenzia ricorda che una PEC compromessa può essere utilizzata per inviare comunicazioni fraudolente apparentemente attendibili. È quindi importante verificare le richieste di pagamento attraverso i canali ufficiali degli enti interessati, senza utilizzare i link presenti nei messaggi sospetti.





