Un SMS apparentemente inviato dalla propria banca, un link da cliccare e la perdita di denaro. È quanto accaduto a Hilda, convinta di dover seguire le istruzioni ricevute per evitare il blocco della carta. Solo dopo aver cliccato sul collegamento ha scoperto che dal suo conto erano stati trasferiti dei soldi. La Commissione europea richiama questo episodio in occasione del Mese europeo della Cybersecurity, che ogni ottobre promuove la consapevolezza sui rischi digitali.

Il caso evidenzia quanto possa essere difficile distinguere una comunicazione autentica da un tentativo di frode. Il phishing sfrutta messaggi e siti web che imitano quelli legittimi per indurre le vittime a rivelare informazioni sensibili, come password e dati bancari. Secondo la Commissione europea, è il principale metodo utilizzato per ottenere un accesso iniziale nei cyberattacchi.

Phishing, una minaccia per cittadini e organizzazioni

Il rischio non riguarda soltanto i singoli utenti. Le credenziali sottratte possono consentire ai criminali di accedere agli account aziendali, sottrarre documenti e compromettere ulteriori risorse informatiche.

A rendere efficaci queste campagne è spesso l’ingegneria sociale, che sfrutta la fiducia e il senso di urgenza per spingere le persone ad agire senza le necessarie verifiche. Un avviso relativo al blocco di una carta, una richiesta di pagamento o un invito a confermare le credenziali possono indurre a cliccare su un link fraudolento.

Mese europeo della Cybersecurity, quattro consigli per proteggersi

Coordinato dall’Agenzia dell’Unione europea per la cybersicurezza (ENISA), dalla Commissione europea e dai Paesi membri, il Mese europeo della Cybersecurity promuove iniziative di sensibilizzazione, formazione e condivisione delle buone pratiche. L’edizione 2026 pone l’accento proprio sul phishing e sulla necessità di aiutare cittadini e organizzazioni a riconoscere le minacce digitali.

Nel suo richiamo alla prevenzione, la Commissione europea individua quattro ambiti su cui intervenire:

  • Gestire correttamente le password: utilizzare credenziali robuste e diverse per ciascun servizio, riducendo il rischio che la compromissione di un account esponga anche gli altri.
  • Eseguire backup regolari: effettuare copie di sicurezza dei dati per poterli recuperare in caso di perdita, danneggiamento o attacco informatico.
  • Controllare le impostazioni della privacy: limitare la condivisione delle informazioni personali sui servizi digitali utilizzati.
  • Riconoscere il social engineering: diffidare dei messaggi che fanno leva sull’urgenza o sulla paura e verificare l’autenticità delle richieste prima di cliccare sui link o comunicare dati riservati.

In caso di dubbi, è preferibile raggiungere il sito digitando direttamente il suo indirizzo ufficiale oppure contattare l’organizzazione interessata attraverso canali verificati.

Per le aziende, la prevenzione richiede anche strumenti di protezione adeguati e formazione periodica del personale, affinché i dipendenti sappiano riconoscere e segnalare tempestivamente i messaggi sospetti.

La sicurezza informatica dipende quindi non soltanto dalla tecnologia, ma anche dalla capacità di riconoscere i tentativi di manipolazione e adottare comportamenti consapevoli, nella vita privata come in ambito professionale.

https://commission.europa.eu/news-and-media/news/click-wisely-promoting-online-safety-during-european-cybersecurity-month-2026-10-20_en

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