Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare gli schemi dei decreti legislativi che adeguano l’ordinamento italiano all’AI Act europeo, completando il percorso avviato con la legge n. 132/2025. L’obiettivo è costruire un sistema capace di sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale garantendo allo stesso tempo diritti, sicurezza e responsabilità umana.

La linea guida è un approccio antropocentrico: l’IA deve essere uno strumento al servizio della persona, in grado di migliorare servizi, formazione, ricerca e competitività, senza sostituire il ruolo dell’uomo nelle decisioni che incidono sui diritti fondamentali.

Il nuovo quadro punta sulla formazione come elemento strategico: scuola, università, ITS Academy, pubblica amministrazione, professioni e operatori sanitari saranno coinvolti in percorsi per sviluppare competenze tecniche, giuridiche ed etiche sull’uso consapevole dell’IA.

Nel mondo del lavoro l’intelligenza artificiale potrà supportare i processi organizzativi, ma le decisioni su assunzioni, licenziamenti e altri aspetti rilevanti resteranno affidate alla responsabilità umana. Anche nella giustizia l’IA sarà solo uno strumento di supporto: il giudizio resterà prerogativa del magistrato.

Il decreto definisce inoltre la governance nazionale dell’IA, con il coordinamento di AgID e ACN e il coinvolgimento delle autorità competenti nei diversi settori. Per la sicurezza pubblica sono previsti strumenti tecnologici avanzati, ma con limiti rigorosi: niente sorveglianza generalizzata e sempre controllo umano sulle decisioni.

Accanto alla regolazione, il Governo punta sulla crescita dell’ecosistema italiano dell’IA, sostenendo ricerca, start-up e tecnologie strategiche. Le risorse previste dalla legge n. 132/2025 potranno arrivare fino a 1 miliardo di euro per rafforzare il sistema nazionale e favorire competitività e innovazione.

La sfida è trasformare l’intelligenza artificiale da semplice tecnologia emergente a infrastruttura strategica del Paese, mantenendo sempre centrale il principio che la tecnologia deve essere governata dall’uomo.

https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-177/32050

 

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