Il gigante dei social ha annunciato i piani di eliminare tutti i dati raccolti in questi anni riguardanti la scansione del volto di un miliardo di iscritti a Facebook e di voler “trovare il giusto equilibrio” tra privacy e tecnologia.

Queste misure derivano, secondo quanto dichiarato, dalle preoccupazioni dell’azienda, recentemente rinominata Meta, sul ruolo della tecnologia di riconoscimento facciale nella società.  Di fatto, il database contenente le immagini di tutti gli utenti ha creato negli anni notevoli problemi alla creatura di Mark Zuckerberg con indagini governative, class action e problemi normativi.

La funzionalità particolarmente finita nell’occhio del ciclone è quella introdotta nel 2010 attraverso la quale, per mezzo di un software di riconoscimento facciale, è possibile identificare automaticamente le persone che appaiono nelle foto caricate dagli utenti. Grazie a tale algoritmo, infatti, il software suggerisce agli utenti di taggare con un clic la persona che appare nell’immagine, collegando in automatico i loro account. Se, da un lato questa funzione consente agli utenti di Facebook di risparmiare tempo, dall’altro ha permesso al popolare social di costruire uno dei più grandi repository di foto digitali al mondo.

I sostenitori della privacy hanno ripetutamente sollevato domande su quanti dati facciali Facebook abbia accumulato e l’utilizzo di tali informazioni da parte dell’azienda. Adesso, con la chiusura del progetto, la sicurezza sarà maggiormente garantita.

Ogni nuova tecnologia porta con sé un potenziale sia di beneficio che di preoccupazione, e vogliamo trovare il giusto equilibrio” ha dichiarato la scorsa settimana Jerome Pesenti, vicepresidente dell’intelligenza artificiale di Meta. “Lo stop è dovuto a molte preoccupazioni sul ruolo della tecnologia di riconoscimento facciale nella società” ha aggiunto il manager.

 

https://www.labparlamento.it/facebook-fa-marcia-indietro-e-dice-stop-al-riconoscimento-facciale/

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