TIM ha pubblicato la seconda edizione del Cyber Security Report – Analisi delle minacce ed evoluzione dello scenario, realizzato insieme alla Cyber Security Foundation con il contributo del Centro Studi TIM. Il documento analizza come la cybersicurezza continui a evolversi in un contesto sempre più influenzato dalle dinamiche geopolitiche e dalla crescente diffusione dell’intelligenza artificiale.
Il report esamina i principali trend che stanno caratterizzando il panorama delle minacce digitali e il loro impatto su cittadini, imprese e istituzioni, evidenziando al tempo stesso l’importanza della collaborazione tra settore pubblico e privato nel rafforzamento della resilienza del Paese.
Tra i fenomeni principali, il ransomware si conferma una delle minacce più rilevanti: nel 2025 sono stati registrati oltre 7.400 attacchi a livello globale, con un incremento del 42% rispetto all’anno precedente. Anche in Italia si osserva una crescita del fenomeno, con 166 casi rilevati (+14%), concentrati soprattutto nelle aree a maggiore densità industriale e produttiva.
Per quanto riguarda gli attacchi DDoS, il report rileva circa 4.300 eventi nel corso dell’anno, in calo del 36% rispetto al 2024 grazie soprattutto alle misure di prevenzione adottate. Tuttavia, la riduzione dei volumi non corrisponde a una minore intensità della pressione: gli attacchi risultano infatti più mirati e persistenti, con un aumento del 19% del tempo medio di esposizione. Escludendo famiglie e cittadini, il settore Government rappresenta il 46% dei target colpiti.
L’analisi evidenzia inoltre la crescita delle vulnerabilità note, che a livello globale raggiungono quasi quota 48.500 (+20%). Un focus specifico è dedicato agli zero-day, ovvero vulnerabilità non ancora conosciute dai produttori software e quindi prive di patch disponibili. Si tratta di falle particolarmente critiche per infrastrutture e organizzazioni strategiche, poiché possono essere sfruttate prima della loro correzione.
Il report approfondisce anche il ruolo dell’intelligenza artificiale, che viene utilizzata sia per automatizzare campagne di phishing, frodi e la generazione di codice malevolo, sia come strumento di difesa per potenziare attività di prevenzione, analisi delle minacce e risposta agli incidenti.
Tra gli altri temi affrontati rientrano la resilienza delle infrastrutture critiche, la necessità di ridurre le dipendenze tecnologiche in settori strategici come cloud, dati e IA per rafforzare la sovranità digitale e l’autonomia tecnologica europea, oltre all’evoluzione del quadro normativo europeo in materia di cybersicurezza.
Infine, lo studio analizza le opportunità e le sfide legate alle tecnologie emergenti, dal quantum computing alle reti satellitari, sottolineando l’importanza di sviluppare già oggi soluzioni capaci di rafforzare la sicurezza degli ecosistemi digitali futuri.
In uno scenario digitale in continua trasformazione, il Cyber Security Report si conferma uno strumento chiave per comprendere l’evoluzione del panorama cyber e promuovere una cultura della sicurezza sempre più consapevole.
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